Situazione iniziale

La coupé sportiva compatta Light Cocoon è la stupefacente vettura del futuro che è stata esposta al salone di Ginevra dalla EDAG, azienda tedesca di Wiesbaden specializzata nelle soluzioni ingegneristiche in campo automobilistico. La macchina è frutto di un progetto di ricerca internazionale che ha coinvolto, oltre alla EDAG, anche BLM GROUP, insieme alle tedesche Concept Laser e Laser Zentrum North.

Impatto

Light Cocoon non è solo un’auto dalle grandi innovazioni, realizzata con prodotti leggeri, ibridi e riconfigurabili. È una vettura dal design affascinante, anche per lo scheletro tubolare che si vede in trasparenza sotto la carrozzeria. La sua struttura portante a traliccio di tubi è stata creata con profili in acciaio alto resistenziale, piegati e tagliati dai sistemi laser BLM GROUP. L’utilizzo dei sistemi combinati ha consentito di risolvere a monte molte delle problematiche legate al taglio e alla curvatura, correggendo in automatico i programmi di tutte le tecnologie coinvolte, per garantire il rispetto delle caratteristiche geometriche del pezzo finale.

La soluzione

I profili in acciaio, che compongono lo scheletro, sono stati lavorati in tre fasi successive. Inizialmente sono stati tagliati con la tecnologia laser della Lasertube LT8 e poi piegati con la curvatubi multiraggio ELECT XL. Infine il sistema di taglio laser a 5 assi LT-FREE ha tagliato a misura i componenti, per raggiungere le caratteristiche geometriche richieste.

I vantaggi

La tecnologia laser permette di realizzare telai tubolari destinati agli impieghi più diversi, e ha grandi potenzialità soprattutto dove è necessaria una rapidissima prototipazione o occorre realizzare microserie in tempi brevissimi, non dovendo costruire attrezzature.

Aspetti tecnici

La tecnologia laser permette non solo una produzione “digitale” a bassa incidenza di difetti, ma garantisce anche la piena automazione dell’intero assemblaggio. Evidenti anche i vantaggi di una gestione combinata della tecnologia laser con quella di curvatura: primo pezzo giusto, assenza di scarti, automazione totale della programmazione per l’intero processo produttivo, indipendenza dalla competenza dell’operatore, azzeramento dei tempi e prove per l’affinamento dei programmi.